Natale a Istanbul, una festa “con vista” sul Bosforo

È il ponte tra l’Europa cristiana e il Medio Oriente islamico. Una città tradizionale e moderna allo stesso punto, dove si incontrano culture e abitudini e il futuro si mescola armonicamente a un passato stratificato in mille forme e sensibilità. Istanbul, porta del Bosforo e città dei gatti. Sapevate che nella tradizione islamica il gatto era l’animale prediletto del profeta Maometto? Tant’è che nella più grande metropoli del paese se ne trovano a bizzeffe, a ogni angolo della strada, nutriti e curati con un amore filiale che è cartina tornasole dell’accoglienza dei Turchi.

La stessa accoglienza di una vacanza Made by Turisanda, magari nel magico periodo del Natale. Un’esperienza indimenticabile e affascinante, percorrendo in lungo e in largo l’antica Costantinopoli, prim’ancora la Bisanzio romana, tra chiese orientali e moschee, enormi piazze monumentali e sfavillanti progetti di architettura contemporanea. Contraddittoria o eterogenea, Istanbul è la città che ti regalerà un Natale tanto alternativo quanto emozionante, capace di farti innamorare della Turchia e delle sue mille sfumature di meraviglia.

Ecco i luoghi, gli eventi irrinunciabili e le bellezze da scoprire durante il vostro Natale a Istanbul.

Boza e Salep, i sapori del Natale turco

Nonostante si tratti di una festa cristiana in un paese a maggioranza islamica, la tradizione del Natale ha permeato numerosi aspetti della cultura popolare turca e si è insinuata anche nella cucina tradizionale, arricchendola di dolci, bevande e piatti unici.

Tra questi ci sono Boza e Salep, due bevande speziate preparate con farine e cereali fermentati e arricchite soprattutto con l’immancabile cannella. È un indizio sintomatico: se tra i Bazar di Istanbul le spezie sono un ingrediente fondamentale, ecco che non potrete non ritrovarle anche in queste bevande, forse lontane dai nostri classici gusti ma sicuramente da provare.

Trionfo di colori, un po’ come le vetrine e le luminarie del Natale, sono i meze: una innumerevole serie di antipasti, creme, sfoglie ripiene che in Turchia e negli altri paesi dei Balcani vengono realizzati con carne, verdure e formaggio e mangiati all’insegna della convivialità. Del resto, in un momento di festa, possono mancare le tavole imbandite intorno alle quali ritrovarsi?

Che sia nel quartiere “antico” di Kadıköy, nei pressi di Piazza Taksim o al Passaggio dei Fiori, è difficile trovare un angolo di Istanbul senza un venditore di street food, una pasticceria che sforna baklava o un ristorante dove provare la variante locale dello shawarma.

Shopping tradizionale al Grand Bazar

È il più grande, il più frequentato, ci spingiamo fino a dire il più colorato al mondo. Quello di Istanbul non è un Grand Bazar, ma è il Grand Bazar per definizione. Siamo abituati, sin dalla tenera età, alle atmosfere fiabesche dei grandi mercati arabi raccontati nelle fiabe da Mille e una notte, e arrivando per la prima volta in questo luogo le emozioni e il caos paiono essere travolgenti.

Un’offerta merceologica, così direbbero i sapienti, suddivisa in migliaia di stand e botteghe dove è importante sapersi destreggiare tra vero artigianato e paccottiglia di dubbia provenienza. Giunti a Fatih in tram – esperienza assolutamente consigliata per la sua allure antica – tenete a mente gli orari di apertura, tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30, domenica esclusa. Sicuramente durante le festività qualche variazione è concessa, o da attendersi.

22 cancelli, inframmezzati da punti di controllo, un dedalo di strade dove ad attendervi troverete mercanti pronti a sedurvi con merce di ogni tipo e la nobile arte della contrattazione, che diventa quasi un rito irrinunciabile, proprio come lo scambio di regali. Quali? Lampade, gioielli, tappeti Kilim, saponi e certamente anche sacchetti di spezie che profumano l’ambiente e inondano la cucina di profumi d’Oriente.

E dopo aver riempito le shopper di ogni genere di ricchezza, non dimenticate che i dintorni del Grand Bazar sono altrettanto meritevoli di una visita, dalla Moschea di Mahmut Pasha a uno dei simboli della fede cristiana, la çemberlitas, una colonna nella quale – secondo la leggenda – sono incastonati i chiodi e parte del legno della Vera Croce.

I luoghi simbolo di Istanbul da non perdere a Natale

Potete raggiungerli con una crociera sul Bosforo, mezzo di trasporto tanto originale quanto panoramicissimo, o affidarvi a piedi, tram, metropolitana, bicicletta, treni. I monumenti di Istanbul, illuminati dalle luci del Natale e del Capodanno, sono assolutamente irrinunciabili se questo è il vostro primo viaggio in città.

Il Palazzo di Topkapi si estende per complessivi 700 ettari, tra giardini, cortili, Harem e un importante Museo archeologico. Il biglietto costa 7 euro, 11 includendo l’Harem. È possibile associare la visita all’Hagia Irene, includendo una durata della visita di alcune ore
Hagia Sofia è attualmente una moschea, ma è stata museo e ancor prima basilica cristiana. È il simbolo di Istanbul, con i suoi mosaici d’oro e i nuovi riallestimenti islamici, e dunque non può essere visitata nel giorno sacro dell’Islam (venerdì)
Il Pierre Loti è un bar, nonché una delle terrazze panoramiche sulla città, una sorta di Piazzale Michelangelo in salsa turca. Ammirare da qui le luci che si illuminano appena si fa notte, soprattutto durante il periodo festivo, significa guardare la trasformazione di Istanbul nel suo vestito serale, sfavillante e magnifico

Dagli spettacoli pirotecnici sul Bosforo alle messe natalizie nelle chiese di rito orientale, dal consumo popolare del melograno come portafortuna alle cene di gala negli hotel più raffinati, le feste a Istanbul sono assolutamente da vivere a 360 gradi.

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