La mappa degli oltre 5.400 sapori italiani. “Mettiamoci la bandierina”

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Il ministro Lollobrigida ha lanciato la proposta al Forum della Coldiretti, per tutelare la “prima ricchezza italiana”, da 580 miliardi di euro

«Io voglio vedere la bandierina italiana sui prodotti italiani». Così il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e forestale Francesco Lollobrigida intervenendo al XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti a Villa Miani a Roma. «Una bandierina – spiega Lollobrigida – che dia la garanzia di una filiera certa e sicura. Noi vogliamo che siano tutti informati». «Su questo – rileva ancora Lollobrigida – raccogliamo la sfida e impegniamo il governo a tutti i livelli per dare all’Italia la massima competitività».

E cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore di 580 miliardi di euro nel 2022 pari ad un quarto del Pil, nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina, secondo lo studio del The European House-Ambrosetti.

Il sistema del Made in Italy, dal campo alla tavola, vede impegnati 4 milioni di lavoratori in 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e 230 mila punti vendita al dettaglio. Una rete diffusa lungo tutto il territorio, ricorda la Coldiretti, che registra numeri da record anche sul fronte delle esportazioni, in aumento del 16% nel 2022.

L’Italia è una vera e propria “terra dei sapori”. Dall’Arrappata di San Chirico Raparo alla Slinzega, dalle Papacelle alla Porcaloca, sono 5.450 i tesori Made in Italy censiti dallassociazione di categoria.

Nei primi tre posti del podio la squadra di pane, paste e dolci (1616), quella di frutta, verdura e ortaggi (1577) e il gruppo delle specialità a base di carne (822), seguiti dai formaggi (524) e dai prodotti della gastronomia (320), ma non mancano bevande analcoliche, distillati, liquori e birre, i mieli, i prodotti della pesca e i condimenti dagli olii al burro, in un viaggio del gusto che tocca anche gli angoli più nascosti del Paese.

Un patrimonio che spinge a tavola 1/3 della spesa turistica alla scoperta di un Paese come l’Italia che è l’unico al mondo che può contare sui primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare. La classifica dei prodotti a tavola vede la Campania al primo posto con ben 580 specialità davanti a Toscana (464) e Lazio (456), a seguire si posizionano l’Emilia-Romagna (398) e il Veneto (387), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Liguria che può contare su 300 prodotti. 

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