Kanye West “mostrava ai suoi dipendenti video porno di lui e Kim Kardashian”. Il rapper accusato di “comportamento predatorio soprattutto nei confronti delle donne”

Comportamento malato e predatorio” nei confronti delle donne, creazione di “un ambiente di lavoro tossico”, commenti a fondo pornografico. Le accuse che piovono in queste ore addosso a Kanye West rischiano di mettere ancora più in crisi la sua carriera, la sua immagine e persino le sue collaborazioni milionarie. L’effetto domino, di quelli clamorosi, è cominciato il mese scorso dopo che alle sfilate di Parigi il rapper prima insultò una giornalista poi pronunciò una serie di frasi antisemite. Così, uno dopo l’altro sono saltate le partnership tra la sua linea di moda, Yeezy, e brand come Gap, Balenciaga e Adidas. Ma il peggio non era ancora arrivato.

KANYE WEST MOSTRA I VIDEO PORNO CON LA MOGLIE

Alcune delle pesantissime accuse sono contenute in una lettera aperta inviata da un gruppo di ex dipendenti di Yeezy al consiglio esecutivo e al CEO di Adidas, svelata in esclusiva dalla rivista Rolling Stone. Il magazine ha spiegato di aver ricevuto oltre una ventina di denunce da parte di ex collaboratori del rapper e produttore, i quali hanno chiesto di rimanere anonimi ma al contempo hanno svelato agli occhi del mondo chi è West e qual è il modus operandi. Che definire imbarazzante è poco, visto che il cantante era solito mostrare materiale pornografico, inclusi i video girati in casa dello stesso rapper mentre faceva sesso con l’ex moglie Kim Kardashian o con altre donne, utilizzato sotto forma di rappresaglia per intimidire il personale durante le riunioni di lavoro o durante i colloqui di assunzione.

LE DENUNCIE DEGLI EX DIPENDENTI DEL RAPPER

La critica contenuta in queste denunce è di quelle destinate ad avere un’eco mediatica clamorosa e il rischio che West si trovi a fronteggiare delle cause milionarie è altissimo. Nel mirino ci sono anche i vertici di Adidas, accusati di aver spento la loro “bussola morale” tollerando i comportamenti dell’artista. I cui atteggiamenti erano per altro diventati di dominio pubblico qualche settimana fa, quando lui stesso aveva diffuso via YouTube un documentario di mezz’ora dal titolo Last Week: tra le scene più imbarazzanti c’è quella in cui il rapper mostra un video porno ai dirigenti del brand durante un meeting aziendale e quando questi ultimi si rendono conto del contenuto, provano a riportare l’incontro sul piano professionale. Il risultato è un autogol di quelli scomposti ed è evidente che in Adidas tutti sapessero ma tutti tacessero rispetto alle tattiche intimidatorie di West: nella lettera a Rolling Stone si parla esplicitamente “di comportamento malato e predatorio soprattutto nei confronti delle donne” e il rapper viene accusato di aver creato “un ambiente di lavoro tossico” in cui la pornografia “era una caratteristica costante”. E il peggio è probabile che debba ancora venire.

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