I 50 anni dei Bronzi, la voce “contro”: «No al raggiro della distrazione di massa»

REGGIO CALABRIA «In psicologia clinica è nota come “retorica vittimista”. Si tratta di una tecnica demagogica utilizzata per screditare il ragionamento dell’altro quando, non potendolo confutare con argomentazioni persuasive, lo si vuol far apparire come un “nemico”. Questa inclinazione patologica è tipica del reggino, e si manifesta puntualmente ogni qual volta si voglia cercare di incolpare gli altri per le proprie insufficienze». Così Giuseppe Bombino, docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, in una riflessione sul 50esimo anniversario del ritrovamento dei Bronzi di Riace apparsa sul sito “Il Meridio”. «Quando “l’avversario” istiga il reggino questi apre all’istante il suo registro oratorio da cui riesuma i concetti a lui più cari: “l’amor proprio”, “la dignità”, “l’identità”, “le calamità naturali”, “le ingiustizie”, “il mal governo”, et cetera. La compassionevole dialettica introduce nella “disputa” un nuovo argomento che consente di eludere totalmente quello principale e di spostare il campo della discussione in una sede tutta emotiva. Se il dibattimento è pubblico, chi vi assiste è artatamente distratto, raggirato, indotto a prender le difese della presunta vittima, schierandosi. E una vera e propria “distrazione di massa” è la patetica discussione intorno al “pellegrinaggio” dei Bronzi. Ma in questa trappola – sostiene Bombino – io non ci voglio finire. Pertanto, al di là delle posizioni (nessuna di esse, peraltro, supportata da consolidate evidenze scientifiche, ma da ragioni – soggettive – di opportunità), io vorrei ritornare al tema principale: i 50 anni dal ritrovamento delle due Statue. E poiché i due Bronzi (dopo cinque decenni ancora identificati con le prime due lettere dell’alfabeto) ospitati a Reggio esprimono il massimo esempio planetario della Statuaria in bronzo del V sec. A C., vorrei rivolgere le seguenti domande: in vista di questa ricorrenza di carattere mondiale quanti voli aerei sono stati attivati presso lo scalo di Reggio Calabria? Quali compagnie hanno voltato e con quale indice di riempimento? Quali infrastrutture (logistiche, di mobilità integrata) e quante opere pubbliche sono state ultimate e quante appositamente finanziate? Quali eventi internazionali (meeting, convegni, workshops) sono stati organizzati o pianificati per far giungere in Città i massimi studiosi del settore e contribuire al progresso delle conoscenze intorno alle questioni (molte) ancora irrisolte? Che valori hanno registrato (o si prevede che registrino) gli indici e gli indicatori di impatto economico – nei diversi comparti – in risposta all’atteso evento? quale legge speciale è stata varata per questa straordinaria ricorrenza? Quali Autorità e Istituzioni nazionali sono giunte a Reggio il 16 agosto scorso? Temo che la risposta a queste domande sia la più semplice delle figure piane, e cioè quella che scaturisce facendo girare la matita intorno al bicchiere. Adesso – conclude Bombino – mettetevi finalmente a lavorare, per favore. Lasciate stare “gli sgarbi” e gli “sfregi” verso le astratte questioni d’onore. Finiamola con le torte e i pasticcini, le recite da oratorio e le ruote di tarantella. E siccome il tempo per mostrare ciò di cui sareste stati capaci è abbondantemente trascorso, il maggior favore che adesso potete fare alla Città è di provare a non farla almeno arretrare ulteriormente».

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