Ucraina, Draghi conferma: “L’Italia continuerà a sostenere Kiev”. Scontro Salvini-Letta su Mosca

“L’Italia continuerà a sostenere l’Ucraina. Siamo con voi nella vostra lotta per resistere all’invasione russa, per ripristinare l’integrità territoriale dell’Ucraina, per proteggere la vostra democrazia e la vostra indipendenza”. Mario Draghi, rientrato ieri a Roma dalle vacanze, interviene in videocollegamento al Summit internazionale ‘Crimea Platform’, aperto da  Volodymyr Zelensky e ribadisce la posizione di Roma. Il premier si dice  “profondamente preoccupato” per il “peggioramento” della situazione dei diritti umani nella penisola: “Siamo al fianco della comunità tatara di Crimea, contro la violenza e l’ingiustizia di cui soffre. La lotta per la Crimea fa parte della lotta per la liberazione dell’Ucraina”, scandisce, chiamando a raccolta gli alleati: “Di fronte ai tentativi da parte della Russia di sottomettere altre parti del territorio ucraino, la comunità internazionale non può girarsi dall’altra parte. La Russia deve porre fine alla sua occupazione illegale, ai suoi attacchi brutali contro i civili disarmati”.

Chiuse le liste dei candidati, il conflitto in Ucraina torna sul ‘ring’ della campagna elettorale. I leader sono sul palco del Meeting di Rimini e la distanza maggiore si registra ancora una volta tra Matteo Salvini e Enrico Letta.  Il leader della Lega torna ad avanzare dubbi sulle sanzioni decise dall’Ue contro Mosca: “Io chiedo di valutarne l’utilità, perché se questo strumento funziona andiamo avanti, ma se funziona al contrario, ossia se la Russia vende di più e a maggior prezzo, noi esportiamo di meno e a minor prezzo, noi rischiamo di andare avanti anni, perché uno strumento che doveva servire a dissuadere Vladimir Putin e la Russia dal proseguire nell’attacco, numeri alla mano, favorisce quell’economia, quindi non vorrei che le nostre sanzioni stessero alimentando la guerra”, argomenta. A stretto giro di posta arriva la replica del segretario Pd: “Putin sta ricattando l’Italia e l’Europa non può permettersi di cedere. Autunno e inverno saranno molto più complessi di quello che credevamo, quindi c’è bisogno di far salire il livello di interventi. Cambiare linea significherebbe darla vinta a Putin, significherebbe mostrare segni di cedimento”, assicura.

Tra i dem non passano poi inosservate le parole di Dmitrij Suslov, capo del Centro studi europei e internazionali presso la Scuola superiore di Economia di Mosca, istituto russo dove viene pensata la politica estera del Cremlino.  “Stando ai sondaggi, il centrodestra guidato da Fratelli d’Italia dovrebbe vincere le elezioni e probabilmente il nuovo governo aggiusterà l’approccio alla guerra e ai rapporti con Mosca. E questo – dice Suslov in un colloquio con il Corriere della Sera – potrebbe fare da laboratorio per altri Paesi della Ue”. E’ il ministro della Difesa Lorenzo Guerini a intervenire: “Prima #Medvedev, oggi #Suslov che spera nella vittoria del centrodestra per far diventare l’Italia laboratorio in UE nella fine del sostegno all’Ucraina. Certi amori non finiscono – scrive su Twitter il dirigente Pd – C’è anche questo in gioco il #25settembre”. Anche dal terzo polo suonano l’allarme:  “Il consigliere di Putin Suslov sogna che con queste elezioni l’Italia diventi ‘laboratorio’ filorusso in Ue – sintetizza l’eurodeputato di Italia Viva e Renew Europe Nicola Danti – In questi mesi a Chigi c’è stato un’argine a queste derive: Draghi. La destra e Conte l’hanno rimosso. Sarà nostra premura con queste elezioni riportarcelo”. 

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