La protesta dei contadini e allevatori olandesi contro il piano green del governo

Blocchi stradali, negozi di alimentari e supermercati con difficoltà di approvvigionamento a causa di un boicottaggio e la casa del ministro dell’Agricoltura ricoperta di feci animali. Questi sono solo alcuni degli effetti provocati dalla protesta dei contadini nei Paesi Bassi, determinati a imporre uno stop ai piani governativi che mirano a una riduzione del 50 per cento delle emissioni di ossido di azoto e ammoniaca entro il 2030. L’esecutivo di centrodestra del premier Mark Rutte, come ricordato dal Time, intende ridurre le ricadute inquinanti delle emissioni, generate dallo smaltimento di feci e urine degli animali allevati nelle fattorie. I contadini, se il piano diventerà legge, potrebbero dover rinunciare al 30 per cento del bestiame e in alcuni casi chiudere bottega. 

La protesta dei contadini era iniziata con una manifestazione nell’ottobre 2019 ma si era interrotta nel giro di poco tempo perché il Ministro dell’Agricoltura aveva promesso che non ci sarebbe stato il dimezzamento del bestiame per la durata del suo mandato. 

L’agricoltura è un settore importante dell’economia dei Paesi Bassi e secondo l’associazione nazionale dei coltivatori  ci sono circa 54mila imprese agricole attive che, nel 2019, hanno prodotto un export pari a oltre 94 miliardi di euro. I contadini olandesi   hanno dichiarato che gli altri Paesi dell’Unione Europea non si sono accaniti così tanto sul loro settore e che sono trattati ingiustamente perché altre industrie, come quella edile e quella dei trasporti, sono inquinanti ma hanno regole meno stringenti. 

In alcune occasioni i contadini hanno formato blocchi sulle autostrade oppure hanno provocato intasamenti guidando lentamente i propri trattori e lanciando balle di fieno. In altre, invece, hanno dato vita a falò di fronte ai municipi. L’adesione alla protesta ha raggiunto le 40mila unità.

Le autorità non sanno come comportarsi perché i contadini non hanno un programma definito e le proteste sono spontanee e non pianificate. In questo modo diventa difficile agire in maniera preventiva ed evitare i blocchi. I dimostranti aderiscono a una serie di gruppi organizzati, che hanno matrici ideologiche diverse oppure partecipano individualmente. Tra le formazioni più grandi e più radicali ci sono le Forze di Difesa dei Contadini, il cui leader Mark van den Oever ha dichiarato, come riportato da Abc News, che le proteste si interromperanno «quando questa follia sul nitrogeno avrà fine». 

Natasja Oerlemans, dirigente del WWF nei Paesi Bassi, ritiene che i contadini possano diventare parte della soluzione e per fornire nuovi servizi resi necessari dal cambiamento climatico. Tra questi, come dichiarato alla BBC, ci potrebbe essere «l’immagazzinamento dell’acqua quando c’è pioggia in eccesso, un ambito utile in una nazione densamente popolata come i Paesi Bassi». Oerlemans è convinta del fatto che i Paesi Bassi abbiano di fronte a se un periodo di incertezza e disordini perché il sistema agricolo è “guasto”. Per anni il governo non si è  fidato dei dati scientifici e ora sono necessarie misure drastiche per risolvere il problema. L’attenzione del settore agricolo sull’aumento della produttività del bestiame ha avuto un impatto negativo sull’ecosistema.

Nelle ultime settimane le proteste hanno visto l’adesione di sostenitori di teorie anti-governative, dai no-vax ai cospirazionisti che ritengono esista un piano segreto dell’Unione Europea per appropriarsi degli apprezzamenti agricoli olandesi e trasformarli in città automatizzate oppure in ghetti invivibili. 

Il portale investigativo Grid ha segnalato che i sostenitori hanno ricevuto richieste di fare donazioni in denaro al movimento mediante alcuni siti internet di matrice sconosciuta. Si tratta di un dato molto inquietante perché non è chiaro chi stia ricevendo questi flussi di denaro e come gli stessi verranno impiegati.

Il movimento si sta diffondendo in altri Paesi, come Germania e Polonia, dove la resistenza nei confronti delle politiche climatiche è consolidata. Alcuni esponenti politici di destra radicale, come Marine Le Pen e Geert Wilders, hanno appoggiato i contadini mentre l’ex presidente americano Donald Trump, come segnalato da Food Ingredients, ha accusato il governo olandese di esercitare «una tirannia climatica». 

Nei sondaggi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, cresce la rappresentanza politica del malcontento degli agricoltori. Il Movimento dei Cittadini Agricoltori ( BoerBurgerBeweging, BBB), entrato per la prima volta in Parlamento nel 2021 con un solo seggio, oggi ne avrebbe 19 e sarebbe la seconda formazione politica del Paese subito dietro il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia di Mark Rutte.  Il BBB, ideologicamente di centro-destra, è guidato da Caroline Van Der Plas e durante le elezioni del 2021 ha focalizzato la sua campagna su tematiche importanti per gli elettori rurali ma anche su un moderato euroscetticismo. Il BBB auspica una riduzione dei poteri dell’Unione Europea e vuole impedire che quest’ultima diventi un Super Stato Federale.

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