Berlusconi: le sentenze di assoluzione non siano più appellabili

Il Cavaliere rilancia sul programma della Giustizia di Forza Italia puntando il dito contro i lunghi processi, che sono “già una pena”

Fra i punti cardine del programma elettorale di Forza Italia c’è il capitolo giustizia, sul quale Berlusconi torna a rompere il silenzio.

«Nel nostro Paese migliaia di persone ogni anno vengono arrestate e processate pur essendo innocenti» scrive il Cavaliere sul suo profilo Facebook.

«Il processo è già una pena, che colpisce l’imputato, ma anche la sua famiglia, i suoi amici, il suo lavoro. Per questo non deve trascinarsi all’infinito, in appelli e controappelli – prosegue Berlusconi che rilancia – quando governeremo noi, le sentenze di assoluzione, di primo o di secondo grado, non saranno appellabili. Un cittadino – una volta riconosciuto innocente – ha diritto di non essere perseguitato per sempre».

La Rai presenta due serate di confronti elettorali

Due confronti televisivi con format prestabiliti e regole d’ingaggio: così la Rai annuncia i dibattiti politici che andranno in onda nelle serate del 7 e del 15 settembre, organizzati “nel più ampio contesto delle iniziative editoriali già avviate“.

In queste due Serate Speciali – Il confronto i leader delle diverse formazioni politiche si confronteranno sui principali temi elettorali con parità di condizioni.

Renzi rilancia il presidenzialismo del sindaco d’Italia

Le riforme costituzionali dominano questa campagna elettorale che, nel progetto sul presidenzialismo sul tavolo, trova l’appoggio di Matteo Renzi. Il Terzo polo del leader di Italia viva e di Calenda rilancia un “meccanismo del sindaco d’Italia“, confermando che la proposta dettagliata sarà “nel programma che presenteremo domani“.

Si tratterà, come anticipa Renzi, di un sistema “semplice, e i cittadini già sanno come funziona: al primo giro si vota il candidato preferito, poi al ballottaggio si vota quello che dispiace di meno perché magari il tuo candidato non ce l’ha fatta a superare il primo turno“.

Conte: ridurre l’orario di lavoro a parità di salario

Conclusesi le Parlamentarie, il Movimento torna a parlare di temi e lo fa partendo dal lavoro. Giuseppe Conte rilancia la proposta di ridurre l’orario di lavoro a parità salariale.

«Un tema forte» sul quale il leader promette di aprire una discussione: «non va fatto contro le imprese, ma su base volontaria. idea è sperimentare questa norma nei settori a più alta componente tecnologica» spiega, precisando che “possiamo partire da quattro ore di riduzione sulle 40 settimanali“.

Sciorinando alla Stampa la proposta, ripresa direttamente da Bertinotti come precisa lui stesso, Conte ribadisce che “tutti gli studi in materia dimostrano che non è vero che più si lavora e più si è produttivi: oltre una certa soglia la produttività non migliora affatto, anzi. In Italia ci ritroviamo con una media di ore lavorate all’anno che è la più alta in Europa: noi siamo a circa 1.723 ore l`anno, in Germania a 1.356 e hanno una produttività molto più elevata“.

Dall’altro lato della barricata, Giorgia Meloni torna ad attaccare il reddito di cittadinanza, definito un “fallimento totale, nonostante abbia avuto per lo Stato un costo esorbitante pari a circa 9 miliardi di euro l’anno“.

La leader di Fratelli d’Italia rilancia così il tema della lotta alla povertà, “che doveva essere abolita e invece ha raggiunto i massimi storici“. La colpa sarebbe anche del reddito di cittadinanza che “ha fallito anche come misura di politica attiva del lavoro, visto che pochissimi dei percettori del reddito di cittadinanza sono stati alla fine assunti e hanno trovato un lavoro dignitoso“.

Salvini: il mio credo? Un atto di fede laica

Matteo Salvini scrive una lettera ad Avvenire per spiegare il Credo del suo manifesto elettorale, un “atto di fede laica, non in un “Chi” ma in un “qualcosa”“. Il leader del Carroccio fa riferimento a valori che “ovviamente vanno poi vissuti coerentemente” e soprattutto in vista del “credo nel valore della vita, da preservare dall`inizio alla fine“.

«In una società liquida, sfiduciata, corrosa di relativismo, e infine sempre negativa è importante tornare a ‘credere’ in qualcosa» rilancia.

Crisanti risponde a Salvini: “con lui 300mila vittime di Covid anziché 140mila”

La formalizzazione delle liste del Pd ha portato con sé non poche polemiche anche per la presenza fra i candidati di Andrea Crisanti, già attaccato da Salvini. «Forse dovrebbe pensare a tutti gli errori di valutazione che ha commesso, sia in politica estera che sulla sanità pubblica – risponde a tono il microbiologo, intervenendo a The Breakfast Club di Radio Capital. – Se fossimo stati nelle sue mani ora ci sarebbero 300mila vittime di Covid al posto di 140mila e oggi saremmo allineati con Putin. Salvini critica me, ha altre cose a cui pensare».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/CIRO FUSCO

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