Rocca Priora, tutto pronto per le celebrazioni del Patrono San Rocco

Oggi, 16 agosto, Rocca Priora celebra San Rocco, il suo santo Patrono, protettore di malati, invalidi e prigionieri. Un giorno importante e sentito da tutta la comunità.

San Rocco attraverserà le strade e dai balconi, dalle porte delle case, ognuno riserverà un saluto. Rocca Priora affida al suo santo le preghiere di una comunità intera, affinché la sua intercessione possa far sentire tutti protetti.

Come da tradizione, alle 18 si celebrerà la solenne Messa. A seguire la processione accompagnata dalla Banda Musicale Corbium.

LA STORIA DI SAN ROCCO
Il 16 agosto si festeggia uno dei santi più amati in Italia, san Rocco, morto a Voghera in questo giorno di agosto intorno al 1379.
Praticamente ogni comune italiano ha una chiesa o una cappella a lui dedicati, e sono oltre 263 i paesi che lo hanno come santo protettore, perché è stato sicuramente uno dei santi più amati nel Medioevo. E quasi ogni chiesa in Italia ha una statua o un ritratto del santo, che lo ritrae in abiti da pellegrino con una ferita alla gamba, dovuta alla peste, e con un cagnolino al suo fianco. Ma anche nelle grandi città si trovano chiese dedicate a san Rocco, come Parigi, Lisbona e New York.
Rocco era di Montpellier, una graziosa cittadina del sud della Francia. Nato da genitori anziani e agiati, venne educato a una profonda religiosità, soprattutto verso la vergine Maria. Quando i suoi genitori morirono, Rocco regalò tutto ai poveri e decise di fare un pellegrinaggio a Roma, attraversando l’Italia, che in quegli anni era colpita da numerose epidemie di peste.
Le cronache narrano che, giunto ad Acquapendente, Rocco riusciva a guarire le persone dalla peste toccandole con la mano e facendo il segno della croce. In breve tempo, san Rocco riuscì a fermare l’epidemia di peste. Gli stessi episodi si verificarono in molte altre città, fino a che giunse a Roma, dove curò un cardinale, forse il fratello di papa Urbano V. Poi accadde che a Piacenza il corpo gracile di Rocco fu attaccato dalla peste, ed egli si rifugiò in una grotta vicino il fiume Trebbia a Sarmato, in Emilia Romagna.
La storia della peste di san Rocco è quella riportata in ogni suo ritratto e statua: un piccolo cane aiutò il santo portandogli ogni giorno una fetta di pane sottratta alla mensa del suo padrone. Il cane apparteneva al padrone del castello di Sarmato, che si commosse alla storia del cane e di san Rocco, e decise di seguire l’esempio del santo, donando tutti i suoi beni e rifugiandosi a vivere nella grotta.
Dopo la sua guarigione, la peste tornò violenta in Italia e san Rocco contribuì a salvare la città di Piacenza, prima di tornare in Francia, ma il suo viaggio si interruppe a Voghera, dove fu arrestato con l’accusa di spionaggio. Morì in carcere e, a fianco del suo corpo, venne ritrovata una tavoletta con scritto “Chiunque mi invocherà contro la peste sarà liberato da questo flagello”.
Inizialmente adorato, dunque, come protettore dalla peste, lentamente a lui ci si è rivolti anche per la protezione contro le grandi catastrofi.

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