Le Friulane, scarpe di scarto che hanno conquistato gli stilisti

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Nate in Friuli nell’Ottocento come calzature dei contadini, erano ricavate grazie a materiale di scarto e utilizzate la festa e addirittura per il giorno delle nozze. Adesso un paio griffato può arrivare a costare diverse centinaia di euro

Un presente del tutto inedito per le scarpe “friulane” che ora fanno tendenza: nate in Friuli nell’Ottocento come calzature dei contadini erano ricavate grazie a materiale di scarto e utilizzate la festa e addirittura per il giorno delle nozze. Ce lo racconta Friulioggi.it.

Proprio grazie al fatto che erano fatte con materiale di riuso nessun modello era uguale: per realizzare la tomaia si cucivano insieme pezzi di stoffa o di velluto, mentre la suola solitamente era realizzata con i vecchi copertoni delle biciclette.

Una calzatura che durante la sua storia ha già conosciuto momenti di grande popolarità, come nei primi decenni del secolo scorso, quando le friulane si diffusero tra i gondolieri veneziani per la loro grande comodità, e per il fatto che non rovinavano le imbarcazioni, le suole inoltre garantivano una buona presa evitando di scivolare.

E questa estate sono tornate nuovamente di moda, riprese da molti brand che ne hanno fatto vari modelli e diverse fantasie, senza però discostarsi troppo dalla forma del modello originale. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche, da quelle in velluto, a quelle con i ricami interni, con colori sgargianti o in tinta unita.

Anche i prezzi variano a seconda del modello e della lavorazione: si parte da 40 euro per i modelli più “basici” fino ad arrivare a qualche centinaia di euro e oltre per quelli ricamati a mano.

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